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Ottobre 2014 - Intitolazione a Francesco Magistrale della Sala convegni della Soprintendenza archivistica per la Puglia
Strumenti di ricerca - Archivi dei Comuni di Puglia
Gli archivi dei comuni PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenia Vantaggiato e Elda Pellegrini   

 

Tratto da: Soprintendenza Archivistica per la Puglia, BetaGamma editrice, Viterbo, 2002

 

Gli archivi dei comuni sono stati per lungo tempo tra i settori più rappresentativi dell' attività della Soprintendenza archivistica. La particolare attenzione rivolta a questo tipo di archivi è determinata dall'antichità delle istituzioni che li hanno prodotti e dalle funzioni che questi enti hanno svolto nel corso dei secoli.
L'attività di vigilanza sugli archivi dei comuni, espletata con frequenza quasi quotidiana soprattutto a partire dal 1980, è stata sollecitata dai continui interventi e manipolazioni cui venivano sottoposti tali archivi, determinati in parte da ripetute operazioni di riordinamento, effettuate a volte da personale non esperto e da scarti non autorizzati, in parte da trasferimenti da una sede all'altra e da danneggiamenti (intenzionali o accidentali) conseguenti alla loro inidonea gestione e conservazione oltre che da calamità naturali.
A questo proposito gli archivi dei comuni della provincia di Foggia ne sono un chiaro esempio. Gli eventi legati al terremoto dell'11 novembre 1980 hanno determinato cambiamenti sostanziali per la storia della loro conservazione e gestione. La Soprintendenza non solo è intervenuta direttamente con il proprio personale per il recupero fisico degli archivi dei 14 comuni (Accadia, Anzano di Puglia, Ascoli Satriano, Bovino, Candela, Castelluccio dei Sauri, Celle S.Vito, Deliceto, Faeto, Monteleone di Puglia, Orsara, Panni, Rocchetta S. Antonio, Sant'Agata di Puglia) danneggiati dal terremoto, ma ha anche predisposto un progetto speciale per il recupero e la valorizzazione del patrimonio archivistico ai sensi della legge n.219 del 14 maggio 1981, che ha consentito il ricovero di tutti questi archivi presso l'Archivio di Stato di Foggia, perché fossero sottoposti ad interventi di riordinamento ed inventariazione.
In questi ultimi anni, la Soprintendenza, in collaborazione con gli enti pubblici territoriali, ha realizzato una notevole quantità di progetti alcuni dei quali finanziati dal Ministero che hanno permesso di incrementare il numero degli archivi storici riordinati e inventariati (oltre il 60%). Questa attività ha contribuito a facilitare la conoscenza e l'accesso a questa tipologia di fonti utilizzata da un'utenza sempre più diversificata rispetto ai tradizionali fruitori degli archivi (ricercatori di professione, studiosi di storia locale, studenti ecc.). Purtroppo va registrata una scarsità delle fonti più antiche rinvenibili negli archivi comunali, dovuta a cause legate alle vicende istituzionali delle Amministrazioni locali del Mezzogiorno. Sono pochi, infatti, i comuni che conservano esigui fondi pergamenacei, raccolte di privilegi e statuti (i cosiddetti Libri rossi), scritture catastali, conti e registri degli deliberazioni del parlamento e del decurionato.
Pertanto, la Soprintendenza, al fine di salvaguardare e valorizzare questa tipologia di fonte, ha posto tra i suoi obiettivi la pubblicazione di inventari e guide degli archivi storici dei comuni sia a stampa che in formato elettronico.

 

 

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