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La dichiarazione di interesse culturale accerta la sussistenza nell'archivio o nei singoli documenti facenti parte di archivi privati (famiglie, persone, associazioni, imprese, ecc.) delle caratteristiche di bene culturale (l d. lgs. 22 gen. 2004, n. 42, art. 10, comma 3-a e 3-b, del Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Elenco delle dichiarazioni di interesse culturale dal 1964 al 2020

Gli archivi e i documenti dichiarati di interesse storico particolarmente importante, unitamente agli archivi di enti o istituti pubblici la cui natura giuridica muti nel tempo, sono sottoposti alla normativa di tutela (art. 13 del Codice). Il provvedimento di dichiarazione dell'interesse storico è emanato, su proposta della Soprintendenza archivistica, dalla competente Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici. Lo spostamento, il trasferimento e lo scarto, così come il riordinamento, l'inventariazione, il restauro e la riproduzione fotografica o digitale degli archivi dichiarati di interesse storico particolarmente importante, devono essere autorizzati dalla Soprintendenza archivistica (art. 21 del Codice). Il privato proprietario, possessore o detentore dell'archivio dichiarato di interesse storico particolarmente importante, secondo quanto previsto dal Codice in materia di protezione, conservazione, circolazione dei beni culturali, è tenuto, in particolare, a garantire la conservazione dell'archivio, a provvedere alla sua inventariazione nel tempo (copia degli inventari deve essere inviata alla Soprintendenza archivistica) e a consentire la consultazione da parte degli studiosi che ne facciano richiesta, nei modi previsti dall’articolo 127 del Codice e tramite il competente Soprintendente archivistico. Il privato proprietario, possessore o detentore dell'archivio sottoposto a regime di tutela che abbia effettuato interventi conservativi può, inoltre, essere ammesso a ricevere contributi statali (articoli 34 e 35 del Codice) e può anche usufruire delle agevolazioni tributarie previste (art.  31 del Codice).

Le fasi del procedimento di dichiarazione di interesse storico - termine del procedimento 120 giorni

     La notifica di avvio deve contenere gli elementi di identificazione del bene ed una prima valutazione dell'interesse, risultanti dall'attività conoscitiva svolta dalla             Soprintendenza. La comunicazione indica gli effetti della dichiarazione e delle modalità di partecipazione del privato al perfezionamento del procedimento, anche       attraverso la presentazione di eventuali osservazioni, documenti e memorie. Indica, altresì, il termine di 80 giorni entro il quale devono essere presentati.       Il         privato può anche dichiarare di non avere osservazioni da avanzare ed esprimere la propria adesione alla definizione del procedimento, così come avviato                 dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica.

Ricorso avverso il provvedimento di dichiarazione

Tale ricorso deve essere presentato alla Direzione Generale competente del Ministero per i beni e delle attività culturali entro 30 giorni dal ricevimento della notifica del provvedimento di dichiarazione di interesse culturale. Il ricorso sospende gli effetti della dichiarazione, salvo le misure cautelari previste dal Codice. Il Ministero decide sul ricorso entro il termine di 90 giorni dalla sua presentazione.

Avverso la dichiarazione può essere anche opposto ricorso giurisdizionale, nelle forme previste dalla normativa vigente.