Tratto da: Soprintendenza Archivistica per la Puglia, BetaGamma editrice, Viterbo, 2002

La Soprintendenza archivistica da tempo conduce, nel settore degli archivi sanitari, un’attività volta principalmente a diffondere una concezione dell’archivio quale strumento indispensabile sia per realizzare i principi di economicità, efficacia e pubblicità dell’azione amministrativa, sia per ottenere le informazioni necessarie ad attuare il controllo di gestione e il conseguente miglioramento della qualità dei servizi. Le leggi di riforma della Pubblica amministrazione ed ancor più la complessa normativa sul protocollo informatico, sulla gestione automatizzata dei flussi documentali, nonché sulla formazione, archiviazione e trasmissione dei documenti elettronici, oggi riunificata nel Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, (D.P.R. n. 245/2000) ha, infatti, riproposto con forza la centralità dell’archivio come fulcro della modernizzazione del sistema organizzativo dell’apparato pubblico.  La Soprintendenza, per l’importanza rivestita dal processo in atto volto a realizzare una migliore soddisfazione delle richieste degli utenti, anche in termini di trasparenza e di consultabilità degli atti, ha intensificato la normale attività di vigilanza promuovendo anche alcuni incontri e conferenze con i responsabili degli enti sui contenuti della nuova normativa, al fine di favorire l’introduzione di sistemi informativi integrati a supporto dell’attività degli operatori e contestualmente utilizzabili per la formazione, l’archiviazione e la riproduzione degli atti in forma elettronica. L’attività di tutela e di valorizzazione è stata, poi, condotta nei confronti degli archivi di alcuni Ospedali della regione, trasformati dalla legge di riforma sanitaria in Presidi ospedalieri delle USL in cui sono tuttora conservati quanto resta della documentazione delle Opere pie, Confraternite, Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, Congregazioni di carità ed Enti comunali di assistenza che in tempi più lontani li avevano fondati e amministrati. Le cinquantacinque USL pugliesi, trasformate oggi in dodici Aziende - cui sono da aggiungere sei Aziende ospedaliere autonome - amministrano attualmente settantacinque Presidi ospedalieri, di cui trentasette in possesso di documentazione risalente al sec. XIX, e sei a periodi più antichi. Tra i progetti di censimento e di ordinamento di archivi sanitari che sono stati finanziati dalla Direzione generale per i beni archivistici e realizzati dalla Soprintendenza si segnalano quelli relativi agli ospedali di Cisternino, Altamura, Bitonto e dell’ Ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. L’azione di tutela si è concretizzata, inoltre, sia incentivando il versamento negli Archivi di Stato di archivi storici degli Ospedali che non erano in grado di garantire una idonea conservazione e valorizzazione dei propri archivi storici - negli ultimi anni, nelle province di  Bari e di Brindisi, sono stati depositati  sei archivi ospedalieri – sia prestando la consulenza per l’esecuzione di progetti predisposti direttamente dagli enti. Grande interesse per la storia contemporanea rivestono, poi, gli archivi di alcuni importanti enti pubblici della regione. Primo fra tutti l’Acquedotto pugliese che conserva, nel suo grande archivio, oltre alla documentazione prodotta dalla società privata “Ercole Antico e soci”, risultata vincitrice, nei primi anni del ‘900 dell’appalto dei primi lavori di costruzione, anche i titoli di proprietà di tutti i beni acquisiti dall’Acquedotto, a partire dal contratto d’acquisto delle sorgenti di Capo Sele dai principi Caracciolo di Napoli. L’archivio comprende altresì le raccolte, su lucidi, dei progetti originali per la costruzione dei canali, dei fabbricati, delle fontane, dei “pezzi speciali” per le opere idriche. Di particolare pregio i disegni per la realizzazione della sede centrale di Bari eseguiti dall’ingegnere ravennate Cesare Brunetti e dal disegnatore romano Duilio Cambellotti che ne progettò i mosaici dei pavimenti, le vetrate policrome, i mobili per gli uffici e per l’appartamento di rappresentanza, i lampadari e altri arredi, ispirandosi costantemente al tema dell’acqua. Di notevole rilevanza, inoltre, l’archivio dell’Ente regionale di sviluppo per la Puglia e la Basilicata, che conserva, tra l’altro, dettagliate mappe del territorio agricolo pugliese e lucano. L’archivio, rinvenuto accatastato in una masseria abbandonata di proprietà dell’Ente stesso, in stato di grave deterioramento, è oggi è conservato e consultabile presso l’Archivio di Stato di Bari. Tra gli altri, gli archivi dell’Aziende municipalizzate e di trasporto costituiscono fonti di notevole interesse per la storia economica e sociale della Puglia contemporanea.