Tratto da: Soprintendenza Archivistica per la Puglia, BetaGamma editrice, Viterbo, 2002

La Regione Puglia, come le altre regioni a statuto ordinario, ha iniziato a svolgere la propria attività nel 1972, per effetto dei Decreti del 14 e 15 gennaio 1972, nn. 1-11 e 5 giugno 1972, n. 312, che ne stabilivano competenze e funzioni. Pur non avendo emanato un regolamento organico per la gestione e la fruizione del proprio archivio ha tuttavia istituito formalmente sia l’Archivio generale per la conservazione e la gestione degli atti degli uffici della Giunta regionale, ubicati in Bari, sia gli Archivi regionali decentrati, nei capoluoghi delle province, come strutture dipendenti funzionalmente dall’Archivio generale. L’archivio del Consiglio regionale, gestito autonomamente da quello della Giunta, è conservato presso l'attuale sede degli Uffici del Consiglio. Presso gli Archivi regionali sono conservati, oltre ai documenti prodotti dalla Regione fin dalla sua istituzione, anche gli archivi di alcuni Uffici dello Stato le cui competenze sono state, in vari tempi, soppresse e/o trasferite alla Regione, insieme agli archivi di alcuni enti cosiddetti estinti, che dovevano essere versati, ai sensi della legislazione vigente, ai competenti Archivi di Stato. Di essi si ricordano, ad esempio, gli archivi degli istituti e degli enti nazionali addetti alla formazione professionale, gli archivi del Genio civile, degli Ispettorati provinciali dell’alimentazione e dell’agricoltura, del Medico e del Veterinario provinciali, del Commissariato per la reintegra dei tratturi, dell’Opera nazionale combattenti, ecc. che costituiscono un imponente patrimonio documentario straordinariamente interessante per lo studio della storia sociale ed economica della regione, con particolare riferimento al suo sviluppo agricolo, commerciale e industriale. Con l’ausilio di studenti universitari che, sperimentando metodi e tecniche di ordinamento e inventariazione dei documenti, apprendono l’archivistica pratica, la Soprintendenza ha realizzato dei preziosi strumenti per la ricerca (guide e inventari) che non solo consentono la fruizione di questi fondi ma ne agevolano anche il versamento ai competenti Archivi di Stato. Se nel corso dei primi decenni dall'istituzione, non si è potuto incidere in maniera più efficace sulle modalità di gestione e di fruizione dell’intero patrimonio archivistico regionale per mancanza di volontà e di sensibilità dell’Ente verso la propria memoria storica, si è riusciti per fortuna a censirlo per intero. Esistono, infatti, presso la Soprintendenza, schede analitiche delle serie di ogni fondo archivistico censito che risultano indispensabili per garantirne la tutela e la fruizione ai fini della ricerca storica. Sono attualmente in corso i lavori di riordinamento e di inventariazione dei fondi archivistici regionali, in attuazione di un vasto progetto di affidamento della conservazione e della gestione all'esterno dell' Archivio generale di Bari e degli archivi di deposito ancora conservati presso gli uffici. Tale intervento unitariamente all' applicazione di un regolamento generale degli archivi regionali per la gestione degli archivi correnti e di deposito, ad un piano di formazione rivolto ai dipendenti addetti al servizio d'archivio nelle varie strutture e all'adozione di un titolario di classificazione, di un massimario di scarto e di un manuale di gestione dei servizi archivistici, porrà finalmente le basi per una corretta gestione, fruizione e valorizzazione del patrimonio archivistico regionale.