Tratto da: Soprintendenza Archivistica per la Puglia, BetaGamma editrice, Viterbo, 2002

Lawrence Stone nel suo volume sulla crisi dell’aristocrazia inglese nel 1965 , in tema di consultabilità di documenti per la storia della vita in famiglia scriveva: «Fino ad epoca molto recente...... giacevano alla rinfusa , non catalogati, sconosciuti e inavvicinabili, negli archivi privati, nelle cantine, nelle soffitte e nelle scuderie delle grandi case nobiliari inglesi. Ma negli ultimi venti anni si è verificato nella raccolta delle fonti una vera rivoluzione. Moltissime collezioni private sono state depositate negli archivi (Record Offices) regionali e locali; gran parte del materiale è stato catalogato nel Registro nazionale degli Archivi, e può essere consultato da ricercatori qualificati grazie alla illuminata generosità dei proprietari».(LAWRENCE STONE, La crisi dell’aristocrazia. L’Inghilterra da Elisabetta a Cromwell, Einaudi 1972, p.4). Non so se anche per la Puglia si possa parlare di una vera rivoluzione - per mutuare il termine del famoso storico inglese - nel panorama delle conoscenze delle fonti per le storie di famiglia, certamente però in questi ultimi anni si è ampliato il ventaglio delle opportunità di studio e di approfondimento delle problematiche connesse alle vicende familiari. Molti archivi di famiglia , grandi o piccoli, sono stati depositati negli Archivi di Stato della regione sfruttando tutte le opportunità offerte dalla vigente legislazione. È il caso dell’archivio dei conti Pavoncelli di Cerignola, pervenuto all’archivio di Stato di Foggia quale parziale scomputo del pagamento delle tasse di successione allo Stato (L. 512/’82). Più frequenti in questi anni sono stati i depositi volontari sia presso gli Istituti archivistici della regione che presso le più importanti istituzioni culturali che hanno, accanto ed insieme allo Stato, funzionato da centri di raccolta. È il caso dell’archivio della Casa editrice Laterza, dell’Associazione degli industriali, dei principi Caracciolo di Santeramo [foto n. 47]per la provincia di Bari ora consultabili presso l’Archivio di Stato di Bari. Ed ancora, alcune carte residue della famiglia Perez Navarrete sono ora custodite presso l’Archivio di Stato di Taranto. All’inizio degli anni ‘80 sono stati dichiarati di notevole interesse storico gli archivi della Fondazione Gramsci e dell’Istituto per la storia dell’antifascismo e della resistenza. Avvalendosi anche della collaborazione dei responsabili di questi Istituti, la Soprintendenza ha potuto vincolare piccoli e grandi complessi archivistici afferenti a sezioni di partito o a dirigenti politici.All’obiettivo di ampliare le conoscenze sul territorio si è affiancato anche quello di valorizzare archivi già noti da tempo. È il caso dell’archivio della Casa ducale Caracciolo de’ Sangro di Martina Franca che in questi ultimi anni , con l’utilizzo di contributi statali , è stato inventariato con l’uso di programmi informatici. Sempre attraverso l’utilizzazione di fondi europei si è proceduto all’inventariazione di un altro importante archivio di famiglia, quello dei principi Dentice di Frasso di San Vito dei Normanni in provincia di Brindisi. Per restare sempre nell’ambito della documentazione per la storia di famiglia bisogna menzionare un altro archivio pugliese, quello dei Guarini duchi di Poggiardo. Spendere parole per tratteggiare le opportunità che questi archivi (Caracciolo, Dentice, Guarini)  offrono alla ricerca storica sembra quasi superfluo. Basti dire che insieme alla documentazione cartacea sono conservati antichi fondi pergamenacei e che accanto alla documentazione amministrativo - contabile si rinvengono ricchi epistolari, diari e collezioni fotografiche, che partono dall’età medievale per arrivare fino ai giorni nostri. Nel panorama delle attuali conoscenze degli studi di storia della musica merita di essere segnalato l’archivio del maestro Franco Casavola, figura di spicco nel panorama culturale pugliese tra fine Ottocento e i primi decenni del XX secolo e che fu allievo di Pasquale La Rotella e di Ottorino Respighi con il quale intrattenne negli anni Venti una breve ma interessante corrispondenza proprio a ridosso della messa in scena di «Astuzie d’amore», una delle sue opere più note. Sempre nell’ambito della storia della musica, si segnala l’archivio dell’Associazione polifonica di Bari, nonché alcuni spartiti musicali di Umberto Giordano e di Saverio Mercadante rinvenuti nella collezione di Raffaele Santoro a Foggia. Sembra opportuno concludere questa breve rassegna di fonti private pugliesi con l’accenno ad un gruppo di archivi interessanti per la storia di Canosa in provincia di Foggia. Ci si riferisce agli archivi delle aziende agrarie di Antonio Rossi e di Giambattista Rossi ed alle poche carte di Sabino Palmieri, amministratore in Canosa dei beni della più nota famiglia Scocchera, donate di recente dal figlio allo Stato. Si tratta di documentazione perlopiù di natura contabile-amministrativo corredata da foto di famiglia, appunti e memorie di indubbia rilevanza storica capaci di sollecitare la fantasia creativa del regista Nanni Moretti. Nell’archivio dell’azienda agraria dell’ottantenne imprenditore agricolo Antonio Rossi, si conserva infatti il diario da lui scritto tra il 1943 ed il 1945 quando, giovane tenente in Grecia, fu fatto prigioniero dai tedeschi e trasportato in vari campi di prigionia tra la Polonia e la Germania. Il diario, una copia del quale è stata dal proprietario inviata a Pieve Santo Stefano, «Città del diario», costituisce la trama di uno dei sette «corti» prodotti da Nanni Moretti, girati da nuovi registi e presentati alla rassegna cinematografica di Venezia.