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Tratto da: Soprintendenza Archivistica per la Puglia, BetaGamma editrice, Viterbo, 2002

La tutela degli archivi degli enti di cultura, istruzione e ricerca ha come obiettivo la conoscenza e la salvaguardia di complessi documentari di particolare interesse storico, prodotti e acquisiti dalle Università degli Studi, da Fondazioni, Associazioni, Istituti musicali ecc., nello svolgimento delle loro specifiche funzioni. Non di rado presso questi Enti sono confluiti, in seguito a complesse vicende istituzionali, documenti cartacei e pergamenacei di istituzioni, famiglie o singole persone che hanno avuto un importante ruolo nel contesto sociale, economico e politico locale. Presso l’Ente pugliese per la cultura popolare e l’educazione professionale, sorto nel 1923 con l’intento di contribuire alla lotta all’analfabetismo, ad esempio, i verbali, gli statuti, i regolamenti e le relazioni dei presidenti attestano le attività realizzate per ottemperare alle finalità statutarie. Ma in quello stesso archivio si conservano fotografie, programmi, corrispondenza e scritture contabili che ci parlano di corsi serali per lavoratori, di laboratori di taglio e cucito, della lavorazione del legno e del ferro battuto ecc., organizzati dall’Ente insieme alle scuole rurali e serali, agli asili d’infanzia, alle biblioteche popolari ai centri di cultura e alle colonie marine e montane: uno spaccato di vita particolarmente significativo della popolazione pugliese negli anni 1920-1960.  Anche gli archivi delle Università degli Studi – sui quali si sta lavorando attivamente grazie ai progetti finanziati dalla Direzione generale per gli archivi, rappresentano patrimoni documentari di grande pregio, ancora poco esplorati, che attestano non solo l’attività didattico-scientifica, ma anche le politiche e le scelte culturali, adottate nell’ambito del contesto sociale ed economico nel quale le istituzioni universitarie pugliesi hanno operato. I recenti interventi sulle carte conservate dall’Ateneo barese hanno consentito di recuperare quanto resta degli archivi delle Scuole e degli Istituti a livello universitario già operanti nel XIX secolo. È interessante ricordare a tale proposito, che Federico II, disponendo che in Napoli sorgesse uno Studio generale in cui si insegnassero le arti e si coltivassero gli studi di ogni professione, vietò che studenti e docenti uscissero dal Regno per motivi di studio e che in altre parti del Regno sorgessero altre Scuole di scienze. Il divieto, confermato dai sovrani che si sono avvicendati sul trono di Napoli, spiega le ragioni dell’istituzione abbastanza recente delle Università pugliesi. Nonostante tale divieto diverse istituzioni formative, pubbliche e private, laiche ed ecclesiastiche (Collegi, Licei, Scuole, Istituti) istituite in Puglia in età moderna riuscirono ad assicurare un’istruzione superiore a livello universitario ai giovani che per motivi economici e familiari non potevano proseguire gli studi presso l’Università degli Studi di Napoli.

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