La presenza di torri e case torri nei vicinii della città è testimoniata dalla documentazione pergamenacea relativa a Bari nei secoli XIII-XIV: da quella destinata a prigione pubblica nel 1309 «in vicinio Sancti Martini», a quella «domus cum turri e cisterna…in vicinio Sancte Marie Annunciate» venduta nel 1382 a Tommas o de Cara per la somma di dieci once d’oro in carlini d’argento. Anche nella bibliografia locale ottocentesca si menzionano tali costruzioni. Lo s torico Giulio Petroni, nella sua «Storia di Bari», così le descrive:

«I loro palagi, a quel che dicono i patrii scrittori, solevano eglino costruire in isolati, ossia divisi da pubbliche strade intorno: murarvi chiesette di particolar culto, rizzarvi delle Torri ben alte, per afforzarvisi dentro ad un bisogno…». Ed ancora oggi è possibile scorgere case torri parzialCasa Nicolòmente inglobate in architetture di epoche successive, come la casa Piccinni in vico Fiscardi, di recente restaurata, e quella in via Zonelli nel vicinio di S.Marco, impreziosita dall’ apertura di una finestra in stile gotico fiorito, di marca veneziana. Ed almeno altre due vanno menzionate: una in strada Martinez nei pressi di S.Nicola e la seconda in strada La Torretta non lontano dal nostro vicinio. Ed è con ogni probabilità che, a partire dal XVI secolo, le case torri -cessato lo scopo difensivo per cui erano state costruite- vengono modificate e aggregate alle più antiche unità abitative contigue, orreate (a più piani) o terranee , dando luogo a più o meno cospicui complessi edilizi unifamiliari comprensivi di stalle, magazzini, trappeti, forni, cellari e granai. Tali aggregazioni, leggibili nel tessuto murario e che hanno comportato talora la trasformazione di chiostrine o spazi comuni scoperti, come vicoli o corti, in parti coperte dell’abitazione, modificando il preesistente impianto viario medioevale, sono evidenti ancora all’interno della nostra casa palatiata nella sua attuale connotazione. In questa edilizia palaziale che avrà il maggior sviluppo nel nostro vicinio tra XVII e XVIII secolo, per l’insediamento di famiglie signorili e patrizie, prevalentemente forestiere, venute al seguito delle varie dominazioni, sono evidenti la risistemazione della facciata, l’apertura di logge e finestre con balaustre di gusto tardo-rinascimentale, il portale d’accesso, l’androne, la corte interna e la scalinata d’accesso al piano nobile.